Francesco Becherucci+Daniele Campolungo|body on the net
INTRO PASSO_IL NASTRO TRASPORTATORE COME METAFORA EVOLUTIVA|ZECHE ZOLLVEREIN


Intro Passo è il nome di una installazione realizzata, all'interno del corso 2005 di progettazione architettonica assistita (CAAD 2005) tenuto dal professor Antonino Saggio presso la Prima Facoltà di Architettura "Ludovico Quaroni", (Univ. La Sapienza, Roma), da Francesco Becherucci e Daniele Campolungo che si sono riuniti con la dicitura Body on the net. Come prova finale del corso è stata decisa la partecipazione al concorso dal titolo "Talking cities", organizzato da urban drift (http://urbandrift.org/) presso gli stabilimenti dello Zeche Zollverein (http://www.zollverein.de/) a Essen in Germania.
Intro passo video

- Talking cities -

Lo Zeche Zollverein a Essen è una miniera di carbone nella valle della Ruhr, la cui architettura industriale di particolare interesse è divenuta patrimonio dell'Unesco. L'area degli stabilimenti adibita al lavaggio del carbone - che fa parte di una più grande trasformazione sulla base di un masterplan elaborato da Rem Koolhaas ed OMA - si trasformerà in un luogo unico per le ENTRY 2006 una tribuna internazionale di design e architettura che si terrà fra il 26 agosto ed il il 3 dicembre 2006. Urban drift, invitata a curare Talking cities, intende creare un dialogo sulle circostanze urbane contemporanee generate dal contesto - Zollverein e la regione della Ruhr - dando voce al design internazionale innovatore, all'architettura e a interventi spaziali in una piattaforma mostra di eventi multidisciplinari.

- Elaborazione strumento -

Le diverse proposte elaborate dalla Classe CAAD 2005, hanno individuato nuovi usi dello Zeche Zollverein, partendo dalla conoscenza di uno strumento profondamente radicato nelle vicende produttive della grande fabbrica (http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/DIDATTICA/Cad/2005caad/Ass/Pres/05.htm): ogni installazione ideata nasce da una serie di ragionamenti intorno ad uno specifico strumento, con l'intento finale più o meno esplicito di raccontare il passaggio dal mondo industriale alll'epoca dell'informazione.

- Nastro trasportatore -

Nel nostro caso la chiave della partecipazione al concorso è stata quella di scegliere un rapporto forte e evocativo tra Strumento e localizzazione a Zollverein: la scelta è ricaduta sul nastro trasportatore. In prima analisi, osservando il parziale riuso che ha già coinvolto lo Zollverein e che ha portato alla realizzazione di ambienti fruibili dalla collettività come audotorium, sale concerti, piste di pattinaggio e piscine, abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione sul tema della riqualificazione, argomento centrale di ricerca e lavoro nell'architettura contemporanea e che interessa grandi complessi industriali dismessi ma anche ampie parti di città consolidata. Riqualificazione, quindi, intesa nel nostro caso col più ampio significato di evoluzione e mutazione, i due grandi temi di questa realizzazione, che coinvolgono direttamente e di cui si fa portatore lo strumento di analisi, il nastro trasportatore: evoluzione del processo produttivo, dall'introduzione del nastro trasportatore con la catena di montaggio nell'industria del primo novecento fino alle moderne fabbriche automatizzate; mutazione sociale, nell'individuazione dei sostanziali cambiamenti che l'avvento nell'industria del nastro trasportatore e della cetena di montaggio ha introdotto nella società.

Il nastro trasportatore è stato volutamente considerato come metafora evolutiva e di mutazione. Ragion per cui la scelta è stata quella di caratterizzare una sorta di parallelismo tra il nastro trasportatore e un elemento tipico della contemporaneità, solo in apparenza distante ma in realtà molto inerente, la rete: così come nella catena di montaggio il nastro trasportatore è l'elemento fondamentale della produzione, perchè presente in tutte le sue fasi, così nella contemporaneità la rete, intesa come sistema ramificato di collegamento permesso dall'avvento informatico (internet), garantisce lo sviluppo di relazioni. La pretesa dell'installazione è quella di rendere chiaro il passaggio da un linguaggio industriale e oggettivo, del tipo esisto in quanto funziono, ad un linguaggio contemporaneo e soggettivo, del tipo esisto in quanto informo. Il parallelismo tra nastro e rete si materializza sotto due principali aspetti. Innanzitutto sia nastro che rete possono essere intesi come collegamento: il nastro, strumento centrale dell'era industriale, segue la creazione del prodotto perchè presente nel processo produttivo dall'inizio alla fine, mentre la rete, "strumento" centrale dell'era informatica, è una grande struttura di collegamento superiore. Ma il nastro e la rete determinano anche un passaggio: come sul nastro passavano i diversi pezzi che venivano poi assemblati fino alla realizzazione del prodotto ultimo (oggettività), così nella rete passano le informazioni e le relazioni tra uomini (soggettività), individui persona (IP).

- Intro passo (presa di coscienza dall'oggetto al soggetto) -

L'installazione prende il nome simbolico di Intro passo: un passaggio attraverso, un percorso che nel suo delinearsi sia al contempo portatore degli elementi di evoluzione e mutazione ma anche narratore del cambiamento da un paradigma di tipo prettamente industriale ad una realtà contemporanea. Intro passo è strutturalmente divisa in due parti: una prima parte dedicata al mondo industriale, con un percorso ben delimitato che il visitatore è obbligato a seguire, e una seconda parte dedicata al mondo contemporaneo-informatico, con la possibilità da parte del visitatore di scegliere in una gamma di possibili e varie alternative. Il visitatore assume il ruolo di chiave nel duplice intento di mettere in moto il meccanismo di funzionamento e di dare e ricevere risposte ai quesiti della contemporaneità. Nella prima parte si lascia trasportare da un nastro trasportatore vero e proprio in uno stretto corridoio: in questo ambiente vengono riprodotti suoni e rumori tipici del processo di produzione industriale. Nella seconda parte, dal sistema rigido e vincolato del nastro trasportatore, prende vita un nuovo sistema dinamico dove si generano relazioni e informazioni: il nastro trasportatore si tramuta in una rete di situazioni caratterizzata da un intreccio di ambienti fruibili dal visitatore di turno.

- Riconsiderazione : robot -

All'interno di una riconsiderazione più ampia che ha interessato l'installazione presentata al concorso, abbiamo potuto verificare la mancanza di una caratterizzazione chiara che narrasse al meglio il mondo contemporaneo, troppo statico e rigido pur nell'idea di intreccio di rampe e ambienti fruibili che Intro passo prevedeva. Con il docente è stata quindi concordata una ricerca sul tema dei robot e più in particolare sull'apporto che questa branca dell'information technology garantisce alla ricerca architettonica. Abbiamo voluto raccontare quindi l'evoluzione del processo produttivo, il passaggio dalla meccanica alla robotica simboleggiato dal nastro trasportatore che si trasforma in robot: mentre prima la catena di montaggio vedeva l'uomo partecipe diretto del suo funzionamento, oggi i suoi compiti si riducono al massimo perchè sostiutito in larga scala da meccanismi automatizzati (robot e bracci meccanici) gestiti da processori. D'altro canto in campo architettonico sempre più si sente parlare di edifici e strutture automatizzati e interagenti con l'ambiente circostante : tra le sperimentazioni in materia, le teorie del responsive environments di Patrick Schumacher coinvolgono tutto l'edificio e lo spazio ad esso circostante, nell'ideazione di ambienti che diventino sensibili e siano animati mediante capacità cinetiche intelligenti.
Nel nostro piccolo abbiamo preferito prendere in considerazione un singolo elemento alla volta caratterizzante e presente nella nostra installazione: elemento porta, elemento rampa, elemento seduta. Lo spazio espositivo si anima grazie a dei meccanismi, azionati da sensori, che riprendono i movimenti dei bracci meccanici. Il robot si presta alla realizzazione di questa installazione che non ha la pretesa di essere una architettura vera e propria ma di sperimentare alcune particolari soluzioni architettoniche.
Per una visione più approfondita dell'intera installazione : http://botn.altervista.org/Index.htm

Francesco Becherucci



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